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venerdì, settembre 29, 2006

Noia
E se invece la noia non fosse in fondo che ciò che resta dopo avere cancellato per pigrizia la smania di volere troppo, o addirittura tutto?

L’ effetto che fa
Quando ti dice male…
giovedì, settembre 28, 2006

Oggi al parlamento
Lo spettacolo, battute, scenografia, attori, comunque lo si voglia vedere, è di quelli che intristiscono. Più che altro non si riesce a fare a meno di pensare a un famoso paradosso.
Perché un politico, si sa, mente sempre.
Prima e dopo.
Inutile dargli allora tutta questa importanza, almeno fino alla prossima tornata.
mercoledì, settembre 27, 2006

Della morte / 2
Credo che ognuno di noi in questi giorni si sia chiesto come si sarebbe comportato.
Molti hanno dichiarato apertamente che lo avrebbero fatto.
Molti altri hanno detto di non poter dire quale sarebbe stata la loro scelta.
Pochi (io?) hanno detto, credo con un briciolo di presunzione, che no, non se ne parla nemmeno.
Però non so se veramente qualcuno di noi abbia in realtà veramente capito qual è il problema.
Forse bisognerebbe chiederci se è meglio la Morte della sofferenza, tout-court.
Dopo quanti giorni, mesi, anni sarebbe lecito mettere fine al dolore.
Chi dovrebbe materialmente premere il bottone, staccare la spina, o chiudere il rubinetto.
Quanto amore occorra per farlo, o quanto egoismo nascosto, o quanta voglia di scacciare gli incubi, o quanta libertà di pensiero.
Forse sarebbe sufficiente chiedere dei freddi numeri a qualcuno che faccia statistiche, per decidere se sia un problema che valga la pena di risolvere con una legge, o solo un pretesto per parlare d’altro.
Forse sarebbe necessario credere in qualcosa di diverso cui aggrapparsi per la propria scelta, o forse invece eliminarlo questo qualcosa, per non smettere di ascoltare il rumore della sofferenza.
Forse più semplicemente bisognerebbe aspettare il momento in cui, sperando con tutto il cuore che, almeno per noi, non arrivi mai.
martedì, settembre 26, 2006

Attendendo
Nel silenzio assoluto di un fresco pomeriggio d’autunno, circondato dal sospiro del vento che si rincorre tra foglie infreddolite, l’animo veleggia docile su parole vertiginose. La coscienza “appare a se stessa come occhio che guarda e che è guardato”.
Da giorni tutto scorre, lento e fertile, come dentro una limpida sfera fatta di equilibrio.
Solo fuori, minuti di pioggia si rincorrono veloci.
lunedì, settembre 25, 2006

Della morte
Per quanto cinico possa sembrare, credo che attorno alla morte non si abbia il diritto sollevare polveroni.
Il dolore e la disperazione sono il confine ultimo della forza dell'uomo, oltre il quale spesso è impossibile spingersi.
Un corpo trafitto dal male, è un corpo che suscita pietà; un uomo frustato dalla malattia appare a tutti come un uomo dimezzato.
Solo che la legge non è fatta di sentimenti; la legge è fatta di regole, fredde e a volte scandalose, che si fondano su principi e valori.
E la vita umana è il valore primo, viene prima della libertà, prima della pietà, prima della stanchezza.
Uno Stato che si voglia definire civile punisce comunque un assassinio, fosse anche quello del peggiore degli uomini, perchè prima della vendetta, prima della convenienza, prima del senso comune, viene la Giustizia, morale o pratica poco importa.
Altrimenti, per l'incapacità di sostenere la vista sul buio della sofferenza (a volte, riconosciamolo, persino con una punta di curiosità morbosa) si finirebbe col buttarsi a braccia aperte proprio nelle fauci di ciò che causa la sofferenza stessa.
Welby ha ogni diritto di richiedere la fine della sua indicibile pena.
Nessuno però ha quello di soddisfarlo pulendosi le mani dal suo sangue con le pagine di un codice.
(grazie a Lei per lo spunto)
venerdì, settembre 22, 2006

Vuoto solido
Non è il nostro sguardo a mostrarci il vuoto che ci circonda. E’ lo sguardo di chi ci sta di fronte a svelare il nulla che ci portiamo dentro.
Il mondo esiste al di là del muro senza mattoni che ci isola, vuoto solido contro cui si infrangono gli abbracci di un cuore che non riesce a volare al di là della propria paura di esistere. Ci osserva, penetrando lo scudo fatto di nebbia che ci protegge da noi stessi. Ci denuda, svelando lo specchio disadorno che ci rimanda l’abisso su cui, per una breve stagione, abbiamo appoggiato il piede della nostra illusorietà.
Il coraggio che rimane è solo quello che ci aiuta a sopportare ancora per un po’ la spinta tremenda, con cui vorremmo assurdamente riempire il nostro inevitabile niente.
giovedì, settembre 21, 2006

Circus
Ormai è evidente: in Italia se non ridi come un ebete in compagnia di personaggi equivoci non puoi fare il Presidente del Consiglio. E' matematico.
Si accettano scommesse su chi farà parte della prossima “strana coppia”.
mercoledì, settembre 20, 2006

Solo un’immagine
Occhi malinconici, venati dalla sofferenza ma fermi nella propria certezza. Bocca socchiusa, a diffondere la sicurezza di un soffio di speranza, per disperdere l’incertezza di chi da sempre attende il suono di una Voce.
Gioiello frammentato, emerso d’improvviso dalla penombra di una stanza silenziosa, attraversata da un inatteso e tiepido raggio di sole.
Gioioso, come la consapevole scoperta di qualcosa di compiuto.

Il milione (euro più euro meno)
Pare che uno dei maggiori risultati del recente viaggio nel Katai della coppia (+ e/o -) LCDM-RP sia stata la scoperta di una nuova e Rivoluzionaria tecnica per cancellare gli ostacoli alla diffusione del Libero Mercato da parte di quella rompiscatole controrivoluzionaria della memoria storica.
Lunga vita al Re di denari (e anche al due di picche)!
martedì, settembre 19, 2006

Cose da nulla
“Tutto è nulla al mondo, anche la mia disperazione, della quale ogni uomo anche savio, ma più tranquillo, e io stesso certamente in un’ora più quieta conoscerò la vanità e l’irragionevolezza e l’immaginario. Misero me, è vano, è un nulla anche questo mio dolore, che in un certo tempo passerà e s’annullerà, lasciandomi in un vòto universale e in un’indolenza terribile che mi farà incapace anche di dolermi.” (G. Leopardi, Pensieri)
E potrà anche sembrare strano, ma a me oggi questo grande pensiero mette un po’ di pace nel cuore.
domenica, settembre 17, 2006

Cuori e spade
Qui lo dico, magari ad un volume un po’ meno basso.
Il fatto che uno non sia simpatico, non vuol dire che sia un idiota.
Il fatto che chi l’ha preceduto possa oggi apparire ciò che non era (leggi uno attento a misurare le parole col bilancino a scapito della libertà della Ragione) non significa dimenticare quanto le sue parole coraggiose abbiano contribuito a capovolgere in modo pacifico il mondo.
Il fatto che per paura di pagare la difesa di una libertà, che probabilmente non meritiamo neppure fino in fondo, siamo disposti a dialogare in ginocchio con chi sventola fucili e mezzalune dall’alto di un minareto, non vuol dire che possiamo ignorare quello che la storia degli ultimi 800 anni racconta in modo inequivocabile.
Il fatto che un camauro assomigli lontanamente ad un turbante, non vuol dire che quello che ci sta sotto sia ugualmente da disprezzare.
giovedì, settembre 14, 2006

200x d.C.
Nihil sub sole novi.
mercoledì, settembre 13, 2006

Chi ha tempo…
Pare che una stalattite si allunghi di circa un millimetro ogni anno e questo, lo confesso, mi lascia con un senso di fiducia, proprio qui, subito sotto la pelle
Se non altro perché i miei cinque centimetri di altezza io li ho raggiunti in un baleno, e tutto quello che ne avanza mi fa sentire come se avessi vinto il più importante dei premi.
Se poi a questo aggiungo la certezza che in fondo avrà pure senso parlare di prima o dopo, ma per quello che riguarda passato, presente e futuro ci si dovrebbe accontentare di vederli soltanto come modi di pensare, ecco che in fondo tra i miei dieci lustri e i mille di una stalattite media non ci sarebbe altro che un diverso modo di misurare un pensiero; cosa senz’altro migliore di un inutile e un po’ piagnucoloso conto alla rovescia.
Sempre ammesso che tutto ciò possa andare al di là di una semplice sbruffonata da solleone di fine estate.
martedì, settembre 12, 2006

Avvallamento
Oggi il piano inclinato dell’indifferenza, su cui l’età fa scivolare le pesanti indisponenze del mondo, si è impennato all’improvviso, capovolgendomi l’anima scocciata.
Le parole delle persone hanno iniziato ad imputridirsi, in una palude di fastidioso disprezzo.
Solo sulla riva lontana, leggermente velata ed umida di sicurezza indubitabile, piccoli petali colorati continuano a far da oasi allo sguardo stanco e malinconico.
In attesa di un nuovo soffio di vento caldo e profumato di noncuranza.
lunedì, settembre 11, 2006

Do you remember Cònero?
Il luogo è incantevole come chi c’è nato non si stanca mai di ripetere. Il cielo ha il colore del vento che cancella le nuvole, e il mare quello dell’onda che si infrange discreta sui piccoli ciottoli tondeggianti che imbiancano il confine. Alle spalle l’ombra massiccia di una montagna coperta verde, senza tetti con panni stesi o alberi della luce a ronzare inopportuni.
Eppure, in fondo agli occhi ricolmi di natura ed al cuore che assorbe la magia di quest’acqua dipinta di luce, il piccolo neo di una folla brulicante e variopinta che a forza penetra in questo quadro, strappandone le fibre millenarie.
Troppo metallo rovente, troppa carta, troppo vetro, troppe urla, troppa musica, troppi corpi inflacciditi, troppi cibi estranei, troppe voci nel vento, troppa malinconia travestita da felicità.
venerdì, settembre 08, 2006

Rischiatutto
“Il rischio fa parte di queste missioni.”
Come banalità ad orologeria proprio non c’è male!
Del resto, già da bambini, giocando a guardie e ladri, si impara che dall’alto si “spara” comunque meglio.
giovedì, settembre 07, 2006

Curva
Il corpo reclama riposo, la mente cerca, con insistenza stanca, una quiete sepolta; il cuore vive delle immagini di morbidi istanti, dilatati dall’abitudine ad un mondo che minuto dopo minuto, chilometro dopo chilometro, ricordo dopo ricordo sentiamo più facile da riconoscere.
Fino al pensiero di cosa accadrà fra poco.
Dal buio due fari colpiscono l’anima assorta, sfiorando con forza minacciosa le contorsioni di un pensieroi già troppo debole per meritare attenzione.
mercoledì, settembre 06, 2006

Lui e lei
Tutto il rumore del mondo, col suo dolore urlante, le lacrime d’odio, i lamenti dei deboli, le pugnalate dei padri, le falsità di icone sorridenti, il risentimento nato dall’ignoranza, evapora al calore di uno sguardo curioso catturato da due silenziosi adolescenti, abbracciati da ore come due tralci al sole di settembre, nel loro mondo ricco di voglia di vita e spoglio di malizia.
Ondeggianti come foglie, al vento di un affetto che pensano amore.
Ignorando con ironia le teste scosse di passanti dalla memoria corta e dal cuore indurito dal bruciore del tempo.
martedì, settembre 05, 2006

A ritroso
Ripensavo oggi, forse per ignorare la fatica di guardare avanti.
In effetti ciò che è stato è stato. Attesa, istante presente, memoria rimangono perché nessuno può far si che non siano stati. E questo è tutto ciò che conta, al di là di ogni dubbio.
Oltretutto, come si dice, l’unica risposta sensata a chi si chiede troppo spesso “perché” potrebbe essere anche un semplice “perché no?”
Insomma, oggi la botte potrebbe anche in fondo sembrare mezza piena, ed il vino essere pure buono.
E il resto essere solo accademia.
lunedì, settembre 04, 2006

C’era una volta
Considero “antifascismo” una parola vecchia, ma non per questo da dimenticare.Meno che meno da disprezzare, però 61 “anni son tanti e diciamo un po’ retorici che sembra ieri” direbbero a Pàvana.
Insomma le pellicole sono ingiallite e colme di puntini bianchi. Chi c’era o era un bimbo o quasi non c’è più, chi non c’era non credo possa capire veramente.
Però a tutto c’è un limite.
A cosa dovrebbe servire questa farsa?
E’ stramorto, e con lui fortunatamente un mondo di ridicoli pazzi. Personaggio da tragedia con discendenti da farsa.
L’hanno ammazzato, perché in guerra non si muore ma si è uccisi. Ne hanno oltraggiato il corpo, ma non se ne oltraggerà mai a sufficienza il ricordo.
Per il resto c’è solo da sperare che le risa seppelliscano velocemente i pagliacci.
domenica, settembre 03, 2006

Mezza notte (o giù di lì)
Niente di particolare da segnalare.
Ma una giornata ha sempre un vertice, sia pur relativo; ebbene, anche una qualsiasi domenica di fine estate non può dirsi da buttare se si incrocia, andando a zonzo senza una meta, uno specchio fedele del proprio stato d’animo.
Riesce a far sentire meno fuori posto anche un’improvvisa e leggerissima malinconia.
venerdì, settembre 01, 2006

Nel mezzo del cammin
Il fatto è che comincio a non sopportare più i giovani e la loro inconsapevole arroganza.
Ma non riesco ancora a condividere coi vecchi l’insensibilità verso tutto ciò che non si riflette nel mio specchio.
Sarà che mi sono lasciato cadere nella palude della mezza età senza ricordarmi che non sapevo neppure nuotare.
Forse se provassi a chiudere la bocca e a lasciarmi trascinare da questa debole corrente...
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