Della vita e della morte


mercoledì, maggio 31, 2006

Tifo

Di sicuro per chi come me già c’era, questa novità non può che rendere l’animo un po’ meno pesante.
E quindi mutuando un linguaggio in questi tempi molto affine al mondo della giustizia: alla fine del primo tempo Mastella – Castelli 1 a 0.

obolo lasciato da padrepaio | 20:25 | commenti (10)


martedì, maggio 30, 2006

Ventaccio

Forse in certi giorni è meglio non pensare troppo alle cose che non si possono fare, fosse anche chiudere una finestra che sbatte al soffio di un fastidioso maestrale .
Non chiedersi perché i gesti della vita possono fare così male, non fermarsi a cercare giustificazioni, a maledire o ad incensare il destino, non buttare i pensieri al di là del muro della compassione per se stessi, non gettare colpe che non esistono addosso alla statua senza occhi del caso.
E’ meglio in certi giorni starsene immobili ad aspettare l’arrivo di una musica meno invadente.
E’ sufficiente avere accanto una mano generosa, disposta ad assumersi il rischio di ubbidire ad un volere un po’ troppo stanco di aspettare.
Quasi sicuramente domani il vento della stanchezza avrà da asciugare le lacrime di qualcun altro.

obolo lasciato da padrepaio | 22:03 | commenti (9)


lunedì, maggio 29, 2006

Exit poll

Sarò banale, ma tanto so già che ci sarà chi farà peggio.

Allora: un bel po’ si sono veramente stufati di parole inutili.
Un altro bel po’ invece non sono ancora stufi.

obolo lasciato da padrepaio | 19:52 | commenti (11)


domenica, maggio 28, 2006

MM

Li ho visti gli occhi tristi e stanchi del vecchio sconosciuto caracollante.
Nascosti dietro palpebre che si abbassavano lente su pensieri lontani, mentre fissavano la mia anomala figura senza vederla, incuranti del caldo e dell’odore pungente ed antico di decine di corpi, appesi come in una fiera deserta di compratori, a consumarsi lenti fra bisogno e necessità.
Occhi grigi, umidi e venati di malinconia, guardano senza emozione apparente le misteriose lettere graffiate da altri occhi stanchi e colmi di rabbia sulle luride pareti di questo carro bestiame dipinto con brandelli ingialliti di immagini patinate.
Fuori, ad ogni rumoroso sbadiglio del mostro, l’odore penetrante e sporco di un mondo sotterraneo che stancamente rotola verso la propria implacabile sera.
Nessuno quaggiù ha mai la forza di sorridere in silenzio.

obolo lasciato da padrepaio | 22:27 | commenti (4)


giovedì, maggio 25, 2006

Rabbuiato

Stanco, di parole e di immagini, di pensieri difficili e di silenzi poveri di utilità.
Ascoltando il corpo che spegne lentamente la propria incomprensibile stanchezza, svuotando dall’aria viziata della sera la bocca affamata di ricordi.
Voglia di calore umano, voglia di affetto, voglia di ritornare.
Racchiudendosi nell’attesa di ascoltare “come la notte s’inconca e s’incaverna”.
Prima del sonno insperato e del risveglio appoggiato ad un raggio di sole.

obolo lasciato da padrepaio | 22:33 | commenti (10)


mercoledì, maggio 24, 2006

Mah!

Dopo lo sgùp, sono indeciso fra “lo spettacolo continua” o “siamo alla frutta”.
O forse tutti e due con l’aggiunta di un “mentre” sarebbero meglio.

obolo lasciato da padrepaio | 23:25 | commenti (12)


martedì, maggio 23, 2006

29/30

Ormai sono quasi sicuro: la mia fase ecumenica si sta rapidamente esaurendo.
Lo avverto il disprezzo che ritorna, l’insofferenza verso chi mi passa accanto, il desiderio di spazio, la voglia di sberleffo, lo scetticismo a tutto tondo, l’orgoglio di essere contro.
Basta voler accettare tutti, basta fare posto alla finta tolleranza, basta cercare di giustificare ad ogni costo.
Ho voglia di selezione, di trattenere solo chi mi è davvero vicino, non chi semplicemente mi passa accanto nell’attraversare la strada.

E così stamattina, tra un borbottio e l’altro, ho preso un pezzo di carta ed una biro e mi son messo a tracciare lettere maiuscole, una per ogni persona della mia vita che potesse meritarla; non quelle di ieri, o di domani perché solo l’oggi in fondo è importante adesso.

A, M, G, V, S, M, E, R, A, G, S, L, N, S, P, L, G, S, V, E, N, L, N, M, L, B, C, F, T....

Basta, sono fermo da ore e non riesco a proseguire oltre.
I volti passano davanti al mio pensiero e fuggono via, meglio sono scostati da parte, con fastidio, o nella migliore delle ipotesi con indifferenza.
29 lettere, 29 anime da salvare dall’inferno dell’inconsistenza, immerse in una palude di insofferenza; 29, neppure 30, neppure sufficienti ai tre tempi di una partita di rugby, figuriamoci ad un cammino lungo anni.
Addirittura mi sta sfiorando l’idea di darmi all’ippica.

obolo lasciato da padrepaio | 20:31 | commenti (12)


lunedì, maggio 22, 2006

In ritardo

Anche le mezze calzette a volte possono avere ragione, magari anche in questo caso.
Solo che restano comunque mezze calzette.

obolo lasciato da padrepaio | 22:59 | commenti (10)


domenica, maggio 21, 2006

Giacca

Sono parecchi giorni ormai che va avanti così, e comincio ad averne un po’ piene le tasche.
Mi sento tirato per la giacca e questo mi disturba, rendendomi alternativamente nervoso e stanco.
Perché il cammino è già duro, di per sé; “vivere costa fatica” diceva un uomo triste, ai tempi in cui la tristezza altrui dava ancora forza, mentre oggi uno sguardo malinconico regala empatia, ma è anche più faticoso da accettare.
Ogni cosa mi appare fastidiosa, proprio perché frena l’abbrivio che avevo impiegato così tanto a conquistare, arresta lo slancio, ricordandomi obblighi che non ho scelto, ma da cui mi son fatto scegliere, per superficialità, o pigra rassegnazione, peggio ancora per illusione.
E ogni passo diventa un passo in salita, un arrampicarsi con le unghie per non essere vinti dalla gravità di una forza di cui non capisco il senso.
Un peso che trascina verso l’ombra, mentre l’unico che potrebbe garantire un senso alla fatica di vivere è il sole di una libertà che sembra a volte svanire.
Obblighi, discorsi, volti odiati, minuti interminabili, lamenti d’abitudine, gesti incompleti, maschere di ricordi svuotati d’amore; mentre le forze abbandonano inesorabili un corpo che invecchia e un enorme orologio la notte divora lo sguardo rivolto al cielo, con l’inesorabile fastidio dei suoi tocchi sempre identici.
Potessi farne a meno di questo vestito, sformato dalla necessità, per mostrare semplicemente al vento un corpo libero da ogni velo di pudore; potessi vincere questo freddo che penetra giù, fino al cuore.
Perché libero dal peso del mondo, potrei forse anche raggiungere la vetta lassù, anche se ancora nascosta da nuvole cariche d’acqua

obolo lasciato da padrepaio | 21:56 | commenti (14)


venerdì, maggio 19, 2006

Scimmiesco

Sarò breve, visto che il filmato è lunghetto.
Però non posso non azzardare un sogno.
Perché pagherei tanto, anche solo per un paio di giorni così.
Ma proprio tanto.

obolo lasciato da padrepaio | 21:56 | commenti (15)


giovedì, maggio 18, 2006

Incerto

E’ vero, c’è stanchezza in giro, come se fossimo tutti un po’ svuotati.
Il fatto è che difficile rimanere fissi sul mondo e su se stessi, senza perdere ogni tanto il senso dell’orientamento, senza smarrirsi nell’autocompiacimento, magari mascherato da macerazione intellettuale.
Perché allora riconoscersi incapaci di dire, quando l’abitudine di mesi fertili ci ha illuso di poter anche essere superiori a ciò che siamo?
Perché fermarsi ad attendere un pensiero che si rinnova, quando è in fondo più semplice raccogliere idee abbandonate da qualcuno sul ciglio della strada e, spolverandole con tocchi grossolani, mostrarle al mondo come gemme appena dissotterrate dal nostro giacimento nascosto?

Meglio sarebbe riconoscere la necessità del rinnovamento, con le sue regole ed i suoi ritmi, non sempre commisurabili a quelli di un impiego.
Meglio faremmo ad arrestarci, sulla riva del fiume del nostro desiderio di comunicare, osservando ciò che ci scorre davanti, ramoscelli appena nati, vecchi tronchi ammuffiti dal tempo, acque spumeggianti ed azzurre, color del cielo.

Fino a quando le parole torneranno a scorrere anch’esse, docili e ricche di vita.
Oppure avere almeno il coraggio di rinunciare anche a questa insospettabile libertà che ci siamo concessi.
Fino al prossimo rettilineo.

obolo lasciato da padrepaio | 21:53 | commenti (9)


mercoledì, maggio 17, 2006

Sbilancio

Io la butto lì così, sperando di essere smentito alla prima occasione. Magari con un gesto simbolico, tipo Sofri libero o qualcosa del genere.
Però ho il tremendo sospetto che alla casta in ermellino un ministro della giustizia almeno decente continui a suonare come un reato di lesa maestà.
Come minimo.

obolo lasciato da padrepaio | 20:59 | commenti (12)


martedì, maggio 16, 2006

Immobile

La sento che spinge, da qualche parte sotto la pelle, dentro l’anima intorpidita.
E’ una sirena maledetta, che canta la sua lugubre canzone. La temo, come si teme il buio di una notte senza stelle, come la paura di sprofondare in una vasca d’acqua gelida e soffocare col respiro mozzato.
La ricerco però, come si cerca la causa dei propri turbamenti, per essere pronti quando verranno, con braccia troppo stanche invano protese per riparare da un pericolo che si sa prossimo ed ignoto, preda di un’incertezza che terminerà solo con noi.
L’avverto mentre indossa l’abito della frenesia, quello che mozza il respiro per far posto all’angoscia per il tempo già trascorso; distinguo, uno ad uno, i battiti del martello minaccioso dell’immobilità, insopportabile pena che precede la condanna; ricerco, con disperazione mischiata a speranza gli “ironici punti di luce” a cui aggrappare un pensiero non ancora sfinito dal viaggio.
Lotto, come mi è stato tanto tempo fa insegnato.
Credo ancora per un po’.

obolo lasciato da padrepaio | 20:09 | commenti (9)


lunedì, maggio 15, 2006

News

Una segnalazione è il minimo che io possa fare per Lei.
Se non altro perché senza chiedere niente mi ha scelto subito come amico; e questa è roba dell’altro millennio.
Insomma, energie fresche dalle nostre parti, e Dio solo sa quanto ce n’è bisogno.
Però non ditele che vi ho mandato io, altrimenti non la smette più di ringraziare…

obolo lasciato da padrepaio | 20:18 | commenti (5)


domenica, maggio 14, 2006

Vergogna

Ogni tanto mi scopro a rimpiangere l’assenza di qualcuno cui poter nascondere qualcosa.
Non che possa dire di non avere ciò di cui vergognarmi, questo no di certo.
Non sarà la paura del buio, o quella del vuoto; non sarà la vergogna della mia anima nuda, ne’ il disagio per uno sguardo indiscreto che trapassa i miei occhi come veli da strappare.
Non sarà neanche l’ignoranza dei perché, o l’incapacità del quando, o magari l’ incomprensibile complessità del dove.
Ma in fondo ognuno di noi lo sa che dentro se stessi si nasconde una vergogna, un volto da nascondere, coperto dal disagio stesso di esistere in modo diverso da come ci si mostra.

Non è questo a disturbarmi adesso, quanto piuttosto il fatto che la forza necessaria a nascondere il “cosa” è sopraffatta dalla mancanza di un “chi”.
Non c’è più un padre cui nascondere la propria debolezza di bambino, una madre da cui fuggire per sentirsi più vecchio, un amico da tradire col pensiero, un vicino cui rubare silenziosamente un brandello di vuoto.

Ora c’è solo una stanchezza mascherata da consapevolezza, una premonizione vestita di superbia, una solitudine scelta per costrizione, che fa risaltare la vastità di questa camera deserta, il cui unico arredo è una briciola di pudore, che impedisce di chiamare col nome di domani quello che ci si illude ancora di potersi raccontare come “oggi”.
Nascondendoci fra le mani il volto dipinto con questo bisogno insoddisfatto di bambino

obolo lasciato da padrepaio | 20:19 | commenti (7)


venerdì, maggio 12, 2006

Secondo

Ci mancava un altro in vena di barzellette!
Lavorare no, eh…?

obolo lasciato da padrepaio | 21:16 | commenti (12)


giovedì, maggio 11, 2006

Narcisismo

Alla fine sono sicuro che sia possibile per ciascuno, in modo magari confuso, oppure a tentoni, sbagliando continuamente direzione per ritornare con fatica sui propri passi, o anche, perché no andando dritti alla meta senza oscillazioni, a modo suo insomma, trovare ciò che gli sarebbe possibile, anzi necessario amare, e riuscire a farlo.
Perché in fondo non ci si deve ostinare a ricercare ostinatamente all’orizzonte ciò che abbiamo vicino, forse addirittura dentro noi stessi. E’ buio là fuori e lo sguardo non trapassa il nero della notte senza luna. La finestra è solo uno specchio, che ci rimanda una strada che cerchiamo invano nell’altro da noi.
Qualunque sia la cosa che amiamo, è quello che noi siamo; non perché amiamo noi stessi, ma solo perché amiamo ciò che siamo.
O anche ciò che potremmo sperare di continuare ad essere.

obolo lasciato da padrepaio | 21:34 | commenti (13)


mercoledì, maggio 10, 2006

Perfetto

Ci riuscirò prima o poi, almeno credo.
A fare qualcosa di perfetto, senza fatica, come gli uomini grandi. Non deve essere per forza una gran cosa, basta che sia come deve essere, niente di meno. Non credo avrebbe senso continuare a cercare il meglio dalla vita, fosse anche una briciola, se la prospettiva non lasciasse spazio alla luce.
Un granello d’oro, questo voglio trovare, da regalare a chi mi abbraccerà un attimo prima della mia sera.
Una pagliuzza color del sole, per ricordare i giorni di un’estate lontana, prima delle nuvole dei pensieri stanchi, o della pioggia del dolore.
Una piccola, meravigliosa, dorata polvere di felicità; da riporre con delicatezza nel cassetto segreto in cui si conserverà il mio ricordo, quando mi sarò allontanato.
Manca molto, ma non troppo e bisogna pur che io possa dire a me stesso per una volta di aver fatto il meglio.
Una volta sola.
E’ più che sufficiente.

obolo lasciato da padrepaio | 23:02 | commenti (11)


martedì, maggio 09, 2006

Meteoropatico

Oggi mi sento strano, molto strano.
Sarà che sono così nervoso….
Sono teso, talmente teso che stamattina la ragazza che lavora con me, mi si è avvicinata di soppiatto e, sfiorandomi appena un braccio, mi ha strappato un Si.
Bemolle.

obolo lasciato da padrepaio | 21:07 | commenti (7)


lunedì, maggio 08, 2006

For President

In ordine sparso: Napolitano, D’Alema, Letta, Amato, Anselmi, Bonino, Marini, Finocchiaro, Ciampibis, Toto Cutugno, Lupo Alberto…

Mi chiedo se sia davvero così importante andare avanti così, continuando a farsi del male.
Davvero?
O se invece non sarebbe meglio un bel chissenefrega.

Perché a volte, a furia di parole, si finisce per dimenticare che prima o poi bisognerebbe anche fare.

obolo lasciato da padrepaio | 20:34 | commenti (10)


domenica, maggio 07, 2006

Sonnolenza

Seduto in faccia al verde di una piccola montagna, ad un braccio allungato da quest’immobile e familiare distesa umida; le gambe accavallate, i muscoli delle braccia flessi, le dita incrociate ed insensibili, confuse fra loro dalla volontà di ritardare ogni più piccolo movimento.
Alle spalle, sulla testa abbandonata leggermente in avanti, il morbido ed avvolgente calore che un sole, finalmente generoso e sorprendente, abbandona al canto del vento che corre tra le foglie di un vecchio platano rivestito.
Dietro le palpebre, richiuse su pensieri lontani, una rossa oscurità rivela la bellezza aperta al di là del velo del sonno.
E forte, discreto e malinconico il richiamo del desiderio insoddisfatto di condividere.
Mentre un sentimento di dolore sospeso si impossessa, attimo dopo attimo, della mia stanchezza nascosta.

obolo lasciato da padrepaio | 23:55 | commenti (8)


venerdì, maggio 05, 2006

A

A coloro che immaginano di amare e si nascondono di non dover odiare.

A voi che dite di aver amato popoli o gruppi, classi di corpi e ceti sociali inesistenti, bandiere di ogni forma e colore, e di odiare ciò che non assomiglia loro.
A voi che vi illudete di essere altro che persone solitarie, che odiate in gruppo ed amate incolonnati.
A voi che credete che un velo sia una maschera, o una lingua che non capite un messaggio in codice.
Voi che raccontate biascicando e vi appendete al bicchiere della vostra intolleranza per evitare di cadere sulle vertigini delle vostre generalizzazioni.
A tutti voi oggi mi va di urlare, non certo il mio disprezzo, ma la mia noia quella sì.

Non amo che i miei amici, non odio altro da chi odia me come nemico; l’unico amore che conosco è quello per le persone a cui mi sono avvicinato tanto da aggrapparmici.
Tutti gli altri da me, in fondo, neppure li conosco.

obolo lasciato da padrepaio | 12:54 | commenti (5)


giovedì, maggio 04, 2006

Imbianchino

E’ arrivata la bella stagione, e le ragazze qui cominciano a sbuffare; e cambia un po’, e non vedi che ci sono le macchie?, e io sono stufa di questo mortorio, e bisogna rinfrescare i muri, e la muffa là nell’angolo….
Insomma, ho comprato una latta di “#003366” (dice che si lava facilmente) e l’ho buttata sul muro, per vedere un po’ di nascosto l’effetto che fa.
Forse è solo questione di abituare l’occhio, chissà.

Comunque voglio confessare una cosa: a me in fondo il vecchio grigione piaceva ancora un bel po’.
Anche se in effetti si sa, io sono un po’ troppo all’antica a volte.

obolo lasciato da padrepaio | 07:58 | commenti (18)


mercoledì, maggio 03, 2006

Due in uno

Ore leggere che scorrono lente, tra parole forse difficili e gioiosi sorrisi.
Vorresti che non passassero mai, ma per ora la felicità nasconde il pensiero di domani, come fuoco che non brucia ancora.
E’ stata un’attesa lunga, condivisa e a volte difficile da accettare, ma un solo sguardo è sufficiente a ripagarla, con la forza di due cuori che si incontrano in un silenzio.
Con la semplice gioia di stare accanto, senza chiedere quello che è già stato dato.

obolo lasciato da padrepaio | 12:28 | commenti (8)


martedì, maggio 02, 2006

...e tre

Anche stavolta non c’è stato verso di vederlo il suo cielo azzurro mescolarsi ai mille toni del verde, riapparso come ogni anno per mostrarsi al mondo in tutta la sua bellezza misteriosa . Del resto narrano le cronache che da queste parti il sole sia cosa rara a vedersi per chi non è disposto ad attenderlo con pazienza ed umiltà.
Ma credete a me, qui c’è il regno della bontà e della forza.
E ci si sente in obbligo di ritornarci, come ad una casa propria.


“Lontano, oltre le campagne, il rintocco della campana di ferro ricorda ai fedeli d'inginocchiarsi ad ascoltare le sue magiche note sommesse”

obolo lasciato da padrepaio | 12:33 | commenti (5)




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