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sabato, dicembre 31, 2005

Intenzionale
Chiudo un anno da ricordare; non perché sia stato ottimo, ma perché neppure è stato pessimo. Insomma, non è che la vita mi abbia regalato ori, questo no, ma neppure letame. Soprattutto il cuore è sempre più spesso leggero, nonostante il corpo, nonostante il Tempo, nonostante l’ansia diffusa, nonostante i ricordi, nonostante Tutto. Il cuore è leggero, come una foglia secca spazzata da un soffio di scirocco. Leggero come la consapevolezza della forza che lo sorregge, leggero come un improvviso senso di possibilità. Possibilità di andare lontano rimanendo fissi in se stessi, possibilità di spiegare, possibilità di essere amico, possibilità di continuare. Continuare a pensare di trovare, di afferrare, di stringere, di liberare, di rincorrere, di sorridere e piangere, di amare. Insieme a te, e a te , e a te, e a te, e a te, e a te, e a te, e a te, e a te, e a te, e a te, e a te, e a te, e a te. Almeno fino alla prossima curva.
Perché dentro di me lo so da tempo che un numero può servire da pretesto per un intento
giovedì, dicembre 29, 2005

Compassione
A volte si cerca la fuga buttandosi tra le fauci della solitudine. Il terrore di non essere all’altezza nasconde la via e attira nel baratro. La luce di una stella sarebbe sufficiente ad andare avanti, ma ci si crea una nuvola fatta di paura per nascondersi la possibilità di sopravvivere liberi. Non ci basta essere ciò che siamo, non ci basta l’essere, vogliamo esistere; vogliamo andare dove non siamo ancora in grado di entrare, non vogliamo l’attesa, vogliamo il dominio; ora, non su noi stessi, ma sul mondo al di fuori, per fuggire dalla nostra vista. Ma fuori non c’è posto in cui potersi nascondere, fuori occorrono coraggio ed incoscienza, insensatezza e disprezzo e falsità. E noi non abbiamo più menzogne da raccontare, o disprezzo della paura; né conosciamo ancora il modo per ignorare la voce del cuore e quella del nostro pensiero. Sappiamo solo volgere lo sguardo al richiamo del silenzio, paurose statue di sale incapaci di ascoltare il suono di chi ci potrebbe sostenere ed amare. Solo perché l’orgoglio di bastare a noi stessi non lascia spazio ad una mano tesa, o ad un sorriso lontano. Solo perché la morte tra le fauci di questa cagna silenziosa e vuota sembra meno faticosa di una vita fatta di domande senza risposta. Solo, forse, perché ci immaginiamo meno amaro sopravvivere avvolti in un ruvido nastro di compassione.
martedì, dicembre 27, 2005
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Festa finita
La vita è fatta di gesti semplici e taglienti, di giorni simili ad altri lontani. E paure che gravano, pigre ed invadenti, sul cuore intontito dal tempo. Vuoto incedere della notte, che incupisce il volto, inumidisce gli occhi, s’insinua come un sibilo di stanchezza nelle orecchie vogliose di armonie silenziose. Mentre le mani, tremando appena, sfiorano anni e visi. Vorrei solo che ti fermassi un po’ ancora qui con me, vita mia, per riscaldarmi le spalle, così curve e fredde stasera.
venerdì, dicembre 23, 2005

Vi dirò….
Non capisco (almeno fino in fondo), ma mi adeguo volentieri.

giovedì, dicembre 22, 2005

Però!
E’ stranissimo quando ti accorgi che in fondo non ti puoi neppure rimproverare di essere te stesso. Allora vedi la delusione che ti spunta dietro alle spalle, sogghignando e facendoti pensare, per un attimo, di aver smarrito per sempre ogni briciola dell’orgoglio che ti faceva credere di poter fare cose, e che ci fosse una via diversa da seguire per essere come occorreva che fosse. E così, per un istante interminabile, ti senti troppo grigio, come se non ti fossi accorto in tempo di quanto correva veloce il giorno, e la sera ti sorprendessi impreparato al buio.
Però, se ascolti con attenzione, solo un po’ più lontano riesci a sentire anche la voce di quella che credevi fosse coscienza, mentre oggi preferiresti chiamarla speranza. Si insinua nell’incertezza, nella stanchezza di ore troppo veloci, di ricordi troppo incerti, di sentimenti troppo nascosti per essere compresi. Si fa largo stavolta con semplicità e forza, con rassegnazione mischiata a fiducia, con una spruzzata di quiete e stanchezza.
Forse è una lotta ormai persa, o forse è la scoperta di un nuovo viottolo da seguire. Certo la soddisfazione per il proprio volto stanco rende sempre tutto un po’ più leggero. Anche il peso del tempo che d’improvviso inizia a scorrere lento, racchiuso in un attimo di fiducia misteriosa. Finché dura…
mercoledì, dicembre 21, 2005

Piagnistei
Tutti d’accordo sul disagio (disagio?) che le vicende Fiorani e Fazio, coi loro strani corollari suscitano? Se non altro per la caratura dei personaggi coinvolti e per la gravità del latrocinio, dài! Ok, tutti d’accordo.
Ma per favore adesso non cominciamo con le litanie tipo noi buoni - loro cattivi. Perché il marcio è in casa di tutti, nonostante si voglia far credere ad un popolo di santi prosciugato da una banda di ladri. Troppo facile, troppo limitato, in definitiva troppo falso. In un mondo in cui il dio soldo è alla base di ogni briciola del vivere sociale, i ladri rubano quasi solo a ladri, gli imbecilli a imbecilli, e che l’amnistia tanto attesa (sia detto senza ironia) dovrebbe essere esteso a tutti i residenti del condominio. Giudici e presunte anime linde in testa. Con buona pace della morale al quarzo, dei tycoon con tessera di partito, degli accodati in zona Cesarini.
Ah, quasi dimenticavo: presenti esclusi, purché genuflessi.
martedì, dicembre 20, 2005

Ad un passo
Muri fatti d’ombra da attraversare. L’oscurità di non capire a fondo, di non sentire ciò che sarebbe necessario vedere fino in fondo. L’incapacità di unire analisi ed intuizione, sviluppo ed immediatezza, diversità ed unione. Non ci riesco, non ancora almeno. A volte sento di essere ad un passo, ma tutto dura l’intervallo fra due istanti. Niente è mai lo stesso quando lo riguardi. Si muove e sfugge dalle mani, protese ad afferrare un senso che nemmeno puoi sfiorare. La volontà è stanca di attese e rimandi, di link a cuori ed anime. Vuole corpi da stringere, pensieri in cui avvolgersi, spazi da percorrere, anni da valicare, vite intere in cui lasciarsi cadere. Vorrebbe un Regno per se stessa, piccolo, colorato, imbelle, racchiuso in un palmo aperto solcato solo da rughe leggere. Un breve intervallo da regalare a chi sente, al di là dell’ombra; vaga forse, ma sempre così assurda e impenetrabile. Forse basterebbe sedersi ed attendere un raggio da seguire O almeno smetterla coi sogni alla luce del giorno.
lunedì, dicembre 19, 2005

Schiaccianoci
Occorre coraggio per guardare dentro al buio, per scorgervi una luminosa scintilla capovolta. Anche se il prezzo da pagare è l’inferno della pazzia. O anche solo della fuga da se stessi. Giù il cappello!
“….anche la più vuota delle noci vuol essere schiacciata. Per tutti, morire è una cosa importante…”
(grazie a Romanzieri.com)
domenica, dicembre 18, 2005

Relativamente
Metto sempre uno spazio vuoto tra le mie parole e quelli che le ascoltano. E’ perché preferisco essere il primo a giudicarne il suono, il peso ed il vigore quando c’è. E’ un vezzo lo so, o un senso di stanchezza, di paura, di incertezza sui pensieri. O forse solo l’esigenza di essere ricoperti da una polvere di secondi, per potersi scusare della pochezza di lettere solo appoggiate su uno spazio vuoto. Perciò vi prego, non date peso a ciò che veleggia solo a mezz’aria, incapace di radicarsi in qualcosa di diverso da uno stato d’animo. Del resto io non sono già più quello che ha scritto tutto questo, ma solo il mio gemello più giovane. E credetemi: il pensiero di quello che mi attende quando atterrerò non mi piace per niente. Abbiate comprensione. Non sono più quello che sono stato, nè ancora quello che potrò essere. Sono solo, per l’ennesima volta, in ritardo. Come fra poco. Anche adesso.
venerdì, dicembre 16, 2005

In-pressione
Non sono solito parlar male delle persone, almeno di quelle che conosco bene. Non che non ne abbia mai avuto motivo, anzi. Spesso le persone sono molto peggio di quello che vorrebbero far credere di essere. Ma proprio per questo, dare loro eccessivo peso non farebbe altro che incrementare la loro boria ed il loro amor proprio. Meglio ignorare gli stupidi, piuttosto che scornarsi contro la loro piccolezza. Qualche giorno fa, ragionando con una persona preziosa, dicevo che da due anni conosco ogni momento persone nuove, diverse e talora opposte, che parlano con me e litigano fra loro, sorridono e urlano a volte, ma io sto comunque bene con loro, con tutti intendo, senza distinzioni, belli o brutti, profondi e alti, bassi e rasoterra, di qui e di là.
Certo, anch’io a volte sento il prurito nelle mani, la voglia di sputare in qualche occhio. Per fortuna la distanza fa da medicina in questi momenti, e nel giro di qualche click tutto si dissolve. Però questo non significa che io non capisca dove sta la ragione e dove il torto. E soprattutto chi abbia l’animo pulito e chi invece razzola nel fango dell’ipocrisia. Soprattutto non sopporto le parole declamate in mutande davanti allo specchio, ad alta voce, col rossetto sulle labbra o l’orecchio incollato alla parete; non sopporto chi si accoda e chi rallenta per lasciarsi accodare, chi dice di aver fatto e di aver detto e invece vorrebbe solo averlo fatto o detto. Chi piange per una parola sgradita e schiaffeggia senza guardare negli occhi. Soprattutto mi disgusta chi parla di netiquette e non di educazione, di contatti e non di persone, di se stesso come eroe dei due mondi e degli altri solo come nemici.
Del resto si sa: il lavoro nobilita ma spesso non lascia tempo per blaterare. Mentre l’incapacità sopravvive proprio cibandosi di chiacchiere.
Pffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffff……..
giovedì, dicembre 15, 2005

Memorie
Ricordi semplici, lontani, confusi, vividi, gioiosi, dolorosi, inaspettati, ricercati, ritrovati, sfioriti, malinconici, sensuali, sanguinanti, contorti, deludenti, pacificatori. Ricordi di volti, di donne sognate, di vecchi scolpiti, di madri affrante, di nemici sfuggiti, di maestri incompresi, di amici dispersi, di vicini lontani; Di case, strade, montagne, viaggi, partenze; camini, alberi, mari, uccelli, vento, pioggia, ponti. Parigi, Firenze, Bologna, Venezia, Lucca, Perugia, Palermo, Pamplona, Dubrovnik, Arles, Roma. Ritorni, casa. Da ripensare, da rispettare, da regalare, da sfogliare con qualcun altro da sé. Da dimenticare, un giorno.
mercoledì, dicembre 14, 2005

Peter
Questa è proprio, a mio modesto avviso, una verità assoluta. Come il principio di non contraddizione, il teorema di Gödel, la mira di Tex, la mamma.
E guardate che io, modestamente sono sempre stato un maestro in certe cose. Almeno fino all’altro giorno, quando mi hanno promosso Priore.
martedì, dicembre 13, 2005

Io e Lui
Ogni tanto penso a Dio. E’ da tanto tempo ormai che succede, ma non ne vado o fiero. Non perché la ritenga una perdita di tempo, anzi. Qui non stiamo parlando di qualcosa di insignificante, ma del più grande di tutti, indubbiamente. Sì lo so, questa è roba da Sant’Anselmo, non da Padre peccatore. Il problema è però l’avverbio, mica il sostantivo. Indubbiamente significa una cosa certa, al di là del forse. Niente Essere per me, solo un’ipotesi di esistenza. Ma io ormai sto solo con Sartre e con l’assenzio, mica con Kierkegaard e il vinsanto. Dubito, ogni momento dubito, fortissimamente dubito.
Da bambino andavo a messa e mi piaceva l’odore dell’incenso. Credevo che Dio fosse nascosto nel turibolo e profumasse di buono. Poi con l’adolescenza mi è spuntata la rabbia verso me stesso e verso il mondo; mi sono cancellato dalla mente l’atto di fede, e da allora non l’ho più voluto ricordare. Una volta mi è capitato di leggere qualcosa di san Tommaso e allora per un po’mi è sembrato sensato cercarLo in un filo d’erba. Ma presto mi sono ritrovato tra le mani uno che mi voleva far credere che questo è comunque un buon posto per vivere. Allora ho preso tutti i miei dubbi, li ho incorniciati e li ho appesi al posto del quadro del Sacro Cuore. Ogni mattina li guardo con gli occhi ancora spenti e mi fanno compagnia per un po’, mentre attendo che torni la luce nel cuore. Oggi un momento mi sembra di sentirLo che mi chiama, un altro la Sua voce rimbalza contro un muro fatto di vuoto, proprio al di là del fosso che nessuno può ancora superare. E il pensiero che Lui non sia altro che un’immagine inventata per dare un volto qualsiasi alla paura del non-più-esserci mi avvinghia, mi asciuga la speranza, mi aggroviglia e mi immobilizza la mente, fino ad assordarmi col rumore dei granelli che, uno per ogni istante, rotolano lentamente nella mia clessidra.
domenica, dicembre 11, 2005

Rosa rosae
Ogni tanto una pausa nel marasma. Una sosta all’attesa di momenti semplici e caldi, consapevole che uno scrigno di secondi racchiude, da un istante, il tesoro di una perla di pace. Con se stessi, con gli affetti, il mondo e il tempo stesso. Un cibo che sfama corpo ed anima, un vino sapido di ricordi, ombre lontane che ancora non spaventano chi attende. Per poter continuare a credere che possa valerne la pena. Il freddo oggi non ferisce le mani, la malinconia è nascosta da un sole tiepido e avvolto da morbide promesse. La stanchezza più tardi arriverà, ma saremo pronti ad accoglierla stavolta. La rosa di quarzo avrà petali di seta.
sabato, dicembre 10, 2005

Gira la palla
Tengo un’età e non posso reggere a lungo quest’incomprensibile sfera di pazzi. Per favore Alba….
venerdì, dicembre 09, 2005

In ginocchio
Da qualche tempo sciupo i miei giorni, alla ricerca di un po’ di riposo; sonnecchiando sui miei stessi pensieri, rallentando le parole e i gesti, quasi che più che il corpo fosse la mente ad aver bisogno di quiete. E questo tempo passato a bassa velocità non riesce ad afferrare ciò che potrebbe regalargli un senso. Niente importanza, niente cose per cui valga la pena, niente gioie, o pensieri forti. Solo un lento silenzio, fatto di gocce grigie su vetri freddi, di tasti cliccati con parsimonia, di immagini senza volto, di attimi umidi, di desideri inconsistenti. Di vuoto.
Poi, improvviso, uno squarcio di luce, una lama di bellezza a tranciare, netta, la noia e l’insipienza di lunghi istanti di poco valore. Parole che fanno eco all’immagine che l’anima di una piccola donna dal cuore immenso dipinge nel mio cuore, già stanco del troppo silenzio. E tutto, nel buio che precede il prossimo sonno, si colora improvvisamente di verità. Semplice e pura. Solo leggermente malinconica.
mercoledì, dicembre 07, 2005
 
Parentesi
Aggrapparsi ad un link, alla ricerca di uno scorcio. Le distanze si assottigliano a volte, mentre le voci colmano il vuoto di un passato che sembra sciogliersi in un deserto d’illusione. C’erano vita e forza, sono rimaste immagini confuse e nostalgie; nomi e passioni sopite, ricoperte da volti lontani, occhi caldi e vite parallele, visi intravisti e presto dimenticati, sfiorati da note veloci, ormai distorte dallo scorrere del tempo.
Le neve era ancora dolce, l’inverno una piccola nuvola. Prima dello smarrimento, del dolore, della speranza caduta, dell’attesa. Prima di sentirsi stanco. Prima di guardare al domani sbirciando nella sua penombra, racchiusa tra appuntite parentesi.
martedì, dicembre 06, 2005

Tacendo
Sono convinto che ognuno debba sempre assumere il ruolo che più gli è congeniale, quando gli è possibile. E che per farlo occorra innanzitutto essere consapevoli di ciò di cui siamo capaci e di quello che invece non fa parte della nostra natura. Nella vita spesso si recita una parte al cospetto di chi ci sta di fronte, riuscendo addirittura a confonderne il giudizio. Tutto dipende dalla nostra capacità di mistificarci, di reggere la maschera indossata di volta in volta, di creare un’immagine davanti al nostro volto, un’ipotesi di noi stessi al posto del nostro essere reale. Solo che è impossibile mentire a se stessi; ci si può certo provare, addirittura per un po’ ci si può persino illudere che ciò che vorremmo far credere a noi stessi sia ciò che veramente siamo. Ma il calore della verità scioglie le maschere di cera. E il gelo della menzogna svelata frantuma le mura dei castelli eretti da una coscienza illividita dal falso.
In fondo si tratta solo di rischiare una scelta morale. Non nei confronti del mondo; non si sta parlando di politica qui, si tratta solo di noi e della nostra coscienza. Punto.
E’ per questo che a volte taccio quando gli altri qui vicino si aspettano che io parli, e dica magari una piccola verità che non ho. Non ho niente da dire, niente che possa servire da esempio, o da testo sacro, o da via da seguire.
Solo di ascoltare mi sento ancora capace, sentire, osservare, magari accettare. O respingere anche. Ma solo con piccoli gesti, non con parole, con sguardi e silenzi, non con urla o risate, fossero anche di scherno. Non giudico, non voglio essere di fronte a me stesso colui che abbassa la lama sulla gola altrui. Non voglio altro che osservare la vita che mi sta attorno, per quella che è, non per quella che vorrei che fosse. Non ancora, o non più, se mai fosse successo. Imparare a tacere, per riuscire, una volta ogni tanto, a sentire la strada sotto i miei piedi insensibili
lunedì, dicembre 05, 2005

Meteo-sophia
Oggi il cielo è blu e le nuvole sono rosse.
venerdì, dicembre 02, 2005

Aspetto…
… e rifletto. Come uno specchio che pensa solo se stesso. Incapace di distinguere la propria destra dalla sinistra. Guardando le proprie spalle davanti a sé, precipitano in una stretta spirale di immagini rimpicciolite della propria coscienza. Rifletto, mentre il buio che divora la spirale, si annuncia, subdolo, con la sua assenza. Rifletto, in attesa del prossimo Bianconiglio.
giovedì, dicembre 01, 2005

Mentire
A volte la menzogna vale più della verità e l’ignoranza colta si combatte con l’astuzia della falsità. Per affetto, o forse per amore, si mistifica la realtà, accollandosi in anticipo la colpa di non essere stati indifferenti. Non per mala fede, o per sopraffazione, non per sfiducia o risentimento. Solo per nascondere l’ingiustizia del mondo in una nuvola di fatalità, con l’additare l’infelicità altrui per nascondere la propria, con l’invenzione di una ragione dove regna l’assurdo. Per proteggere, per rimandare lo scontro, per sorreggere. Per cancellare quelle piccole gocce che scivolano sulla sua guancia solcata da mille ricordi. Per tener fede a una promessa lontana eppure ancora così calda sotto la mia mano. O semplicemente per avere un Senso da seguire.
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